Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo Regia di Gore Verbinski Con Johnny Depp, Keira Knightley
Al termine del secondo episodio della
saga, avevamo lasciato Jack Sparrow (Johnny Depp) imprigionato nel
forziere di Dave Jones (Bill Nighy), tentacolare pirata fantasma con
il quale si era scontrato. Ed è qui che lo ritroviamo, a circa
mezz'ora dall'inizio del film, alle prese con i deliri della sua
mente. Una sequenza spettacolarmente surreale, in qualche modo
“coraggiosa” in un film simile, nella quale Depp da libero sfogo
a tutta la gigionesca cialtroneria che caratterizza il suo
personaggio. Nel frattempo Will (Orlando Bloom), Elizabeth (Keira Knightley) e il nuovo alleato capitan Barbossa (Geoffrey Rush)
raggiungono Singapore, dove intendono parlamentare con il capitano
Sao Feng (Chow Yun-Fat, senz'ombra di dubbio una delle più
note star del cinema orientale) per convincerlo ad affidare loro una
nave con cui recuperare Sparrow. Un fine dettato da tutt'altro che
nobili intenti, poiché come da tradizione della saga tutti
sono pronti a tradire tutti, per raggiungere il quale affronteranno
molte (dis)avventure. Va tenuto conto che lo scellerato patto stretto
tra Jones e Lord Cutler Beckett, in nome e per conto della Compagnia
delle Indie Orientali, mette in pericolo la sopravvivenza della
filibusta, pertanto è necessario che i pirati nobili si
riuniscano per decidere le contromosse. E siccome tra i nove “lord”
figura anche Sparrow...
Notoriamente la perfezione non è
umana, pertanto neppure questa mega produzione hollywoodiana può
fregiarsi del titolo, però ci va molto vicina. Intendiamoci:
non ci troviamo di fronte ad un inaspettato capolavoro immortale, ma
il film riesce a centrare perfettamente il fine per cui è
stato realizzato, ovvero divertire. Lunghissimo (2 ore e 46 minuti)
senza mai annoiare e più che mai ricco di effetti speciali (a
cura della Industrial Light & Magic di George Lucas) ed epiche battaglie, sfiora la
palma di kolossal “perfetto”. Buone le prove di tutti gli
interpreti, con menzioni speciali per Depp e Rush che riescono nel
difficile intento di gigioneggiare senza strafare, e per il divertito
cameo di Keith Richards. Giudizi altrettanto positivi anche per
l'articolata sceneggiatura (ancora una volta firmata da Ted Elliott e
Terry Rossio), per le curatissime scenografie di Dariusz Wolski e le
musiche dell'esperto Hans Zimmer. Circondato da un cast in tale stato
di grazia, anche Verbinski - solitamente nulla più che
affidabile esecutore - osa qualcosa: ad esempio nella già
citata sequenza onirica e ricorrendo ad un'efficace (e un po'
compiaciuta) carrellata per l'esplosione nel sottofinale. Infine un
consiglio: non uscite dalla sala prima della fine dei lunghi titoli
di coda...
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